Finanza agevolata
Finanziamenti pubblici per gli investimenti d'impresa
Un incentivo si perde più spesso in istruttoria e in rendicontazione che in graduatoria. Selezioniamo le misure realmente compatibili con il piano d'investimento, costruiamo la documentazione economica che regge la valutazione e presidiamo gli obblighi che restano dopo l'erogazione.
Il lavoro utile si fa prima della domanda
La maggior parte delle domande respinte non è respinta per il merito del progetto: è respinta per requisiti soggettivi non verificati, per spese non ammissibili inserite nel piano, per date di avvio anteriori alla presentazione o per documentazione economica incoerente con i bilanci depositati.
Il primo passo è quindi una verifica di ammissibilità sulla singola impresa e sul singolo investimento: dimensione e classificazione dell'impresa, regolarità contributiva, aiuti già ricevuti e limiti di cumulo, codice di attività, localizzazione dell'unità produttiva, natura e tempistica delle spese previste.
Le famiglie di misure che consideriamo
Il quadro degli strumenti cambia di continuo: sportelli che aprono e chiudono, dotazioni che si esauriscono, regole di cumulo che si modificano. Per questo lavoriamo per categoria di intervento e verifichiamo le misure aperte al momento dell'analisi, invece di partire da un elenco fisso.
- Agevolazioni per beni strumentali e digitalizzazione, nelle forme del credito d'imposta o del contributo in conto impianti.
- Strumenti per l'efficienza energetica e l'autoproduzione da fonti rinnovabili, dove il beneficio è legato al risultato misurato.
- Misure territoriali per il Mezzogiorno e per la Sicilia, comprese le agevolazioni collegate alla Zona economica speciale unica e i bandi regionali su innovazione, internazionalizzazione e reti d'impresa.
- Finanziamenti agevolati e contributi in conto interessi per l'acquisto di macchinari, con garanzia pubblica sul credito.
- Programmi nazionali per investimenti di dimensione rilevante e per la ricerca industriale, con negoziazione del contratto di sviluppo.
- Strumenti per l'export e l'internazionalizzazione, fra finanziamenti a tasso agevolato, cofinanziamenti a fondo perduto e garanzie.
- Formazione finanziata attraverso i fondi interprofessionali, spesso l'unica leva disponibile quando l'investimento è sulle competenze.
Che cosa produciamo
- Nota di ammissibilità con le misure percorribili, le scadenze, l'intensità di aiuto attesa e i vincoli di cumulo.
- Piano d'investimento e piano finanziario coerenti con i bilanci e con le regole della misura, non con un modello generico.
- Business plan con analisi di scenario, indicatori richiesti dal bando e prospetto delle fonti di copertura.
- Dossier di domanda completo, con la documentazione tecnica e le dichiarazioni sostitutive redatte nei termini richiesti.
- Cronoprogramma delle spese, per evitare l'errore più costoso: iniziare prima di quando la misura lo consente.
- Piano di rendicontazione con la struttura documentale e contabile da tenere dal primo giorno, non ricostruita al momento del controllo.
Dopo l'erogazione: gli obblighi che restano
L'agevolazione non si chiude con l'accredito. Restano il vincolo di destinazione dei beni, i termini di ultimazione del progetto, gli obblighi di conservazione documentale, gli adempimenti sul Registro nazionale degli aiuti di Stato e, in molte misure, il mantenimento di parametri occupazionali o di risultato.
Presidiamo questa fase perché è dove si concentrano le revoche: un bene alienato prima del termine, una spesa priva della tracciabilità richiesta o una relazione finale incompleta possono comportare la restituzione del contributo con interessi.
Come ci raccordiamo con il resto del piano
Un investimento agevolato incide su bilancio, fiscalità, contratti e — quando ci sono fondi pubblici in gioco — sull'esposizione al rischio amministrativo e penale dell'impresa. Colleghiamo l'operazione al controllo di gestione, ai presidi di compliance e alla pianificazione strategica, così che la richiesta di contributo non resti un adempimento isolato.
Gli aspetti che richiedono valutazione legale sono trattati in convenzione con lo Studio Legale Avv. Maria Puglisi, sulla base di autonomo mandato professionale del cliente.
Domande frequenti
Si può chiedere un incentivo per un investimento già avviato?
Di regola no: quasi tutte le misure richiedono che il progetto non sia avviato alla data di presentazione della domanda, e l'avvio comprende ordini e acconti. La verifica delle date è il primo controllo che facciamo, prima di impostare il dossier.
Più agevolazioni possono coprire lo stesso investimento?
Il cumulo è ammesso solo entro i limiti previsti dalle singole misure e dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato, con soglie che variano per tipologia e territorio. Va calcolato prima, perché un cumulo irregolare emerge in controllo e comporta la revoca.
Che cosa cambia per un'impresa siciliana?
Alle misure nazionali si aggiungono i bandi della Regione Siciliana e le agevolazioni collegate alla Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno, che nella pratica alzano l'intensità di aiuto disponibile per gli investimenti localizzati nell'isola.
Il compenso è legato all'ottenimento del contributo?
Concordiamo la struttura del corrispettivo prima dell'incarico, distinguendo l'attività di analisi e progettazione da quella eventuale di rendicontazione. Nessuna misura consente di garantire l'esito: la selezione è dell'amministrazione procedente.
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